Ethan Hawke – Mercoledì delle ceneri

 

Autore: Ethan Hawke
Titolo: Mercoledì delle Ceneri
Editore: Minimum fax
Data di pubblicazione: 2009

Pagine: 270 
ISBN 978-88-8776-584-7

Prezzo: € 13,50
 


Può capitare a volte la felice condizione che vi troviate tra le mani un libro capace di catturarvi per trascinarvi con sé, ovunque voglia portarvi. Accade con sempre minore frequenza, ma ogni tanto fate la scoperta che questo è un evento possibile. Vi riconciliate con la speranza che la narrativa abbia ancora qualcosa da offrire, basta cercare bene.
Magari in fondo si tratta di una piccola storia, che a raccontarne la trama si rischia di allontanare il potenziale lettore: pochi giorni di vita di una giovane coppia alle prese con problemi più grandi di loro, raccontati attraverso le voci narranti dei due protagonisti che si alternano capitolo per capitolo.
Avete comprato il libro dibattendovi tra la preoccupazione di gettare via il vostro denaro e la curiosità di vedere come se l’è cavata l’autore, che conoscete bene, almeno di faccia.
E’ un attore non famosissimo che comunque ha interpretato alcuni film importanti. C’è chi lo considera un sex symbol, e non si può negare che possieda un certo suo fascino. E’ stato sposato con Uma Thurman, perdindirindina. Possibile che sappia anche scrivere?
Occorre una forte capacità di rassegnazione per ammettere che la natura non ha elargito i propri doni in modo equo, perché il tizio che risponde al nome di Ethan Hawke sa anche scrivere. E sa scrivere molto bene.
Fortuna vuole, a nostra precaria consolazione, che dopo poche pagine si arriva a dimenticare l’autore, catturati senza scampo dalla qualità della scrittura e dalla potenza narrativa.
In una piccola storia di due anime che si dibattono nella ricerca molto americana di un qualcosa che metta le cose a posto, si potrebbe quasi dire di un evento riparatore alla vita stessa, ci sono molte altre storie.
Ci sono le storie dei padri, e ci sono le storie dei figli. E le madri.
E sul fondo, attraverso piccoli personaggi apparentemente ininfluenti che appaiono e scompaiono nel lampo di un capitolo, c’è la storia che narra la precarietà della vita, dei sentimenti che vengono continuamente messi in discussione, di quanto sia facile l’allontanarsi dagli altri e da noi stessi, deformati come siamo dalle nostre aspirazioni e pulsioni e percezioni.
Nell’alternato flusso di pensieri dei due protagonisti scopriamo l’esistenza per come ce la raccontiamo, con tutte le contraddizioni che riusciamo a mettere in campo. Le domande e i problemi privi di risposta o soluzione, se non come semplice interpretazione personale di fatti che sfuggono al nostro controllo.
E c’è sempre sullo sfondo l’attesa di un qualcosa di definitivo e risolutorio che sembra in procinto di avverarsi, una potenzialità pronta a realizzarsi, fortemente sentita e auspicata, che in fondo può essere soltanto l’espressione di una speranza mal riposta.
Ci vuole una grande dedizione e passione, oltre a una spiccata capacità narrativa, per scrivere una storia così semplice, bella e piena di significato. Chissà come ha fatto, il nostro amico Ethan.
Forse, nel momento in cui poggiava le dita sulla tastiera, si rammentava che il suo bisnonno era lo zio di Tennessee Williams.
Come se Uma Thurman non bastasse.


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