Un desiderio
“Sei uno stupido” disse Milo con voce alterata.
Santi alzò gli occhi arrossati dall’oggetto posato sul tavolo: “Che stai dicendo?”
Milo si avvicinò al tavolo, indicando l’oggetto che Santi guardava intensamente: una lampada ad olio dall’aria antica.
“Questo affare sarà quel che sembra, o no? Strofinala, e dacci un taglio”
Santi si passò la lingua sulle labbra: “…una lampada col genio dentro? Desideri da esaudire? Sembra una fiaba, mica possiamo crederci, che dici?”
“Beh, l’hai trovata sepolta in giardino, sembra molto vecchia, la stai guardando da più di un’ora… che ti costa provare?” Sospirò, poi si diresse verso la porta. “Va bene, ti lascio solo, forse trovi un po’ di coraggio.”
Santi non udì la porta che si chiudeva; si alzò stropicciandosi gli occhi e si avvicinò alla finestra. La sera calava veloce. Quanto tempo era rimasto a guardare quella lampada? Si voltò, deciso: “E’ una sciocchezza! Adesso lucido questa lampada, mi faccio una risata e non ci penso più”.
Prese uno strofinaccio e un detergente per metalli, si sedette ed afferrò la lampada. Di buona lena si mise a rimuovere le impurità che il tempo e la terra umida avevano depositato sulla superficie brunita, gli occhi stretti a fessura, trattenendo il fiato per l’intera operazione. Alla fine, la lampada rifulgeva di un bel colore ramato.
“Ecco qua” pensò sorridendo “Non è successo niente, che sciocco sono!”
Un colpetto sulla spalla lo fece sobbalzare. Rimase un attimo immobile e poi, come girando su cardini arrugginiti, si voltò. Una donna bellissima lo guardava dritto negli occhi, sorridendo. Per un tempo infinito, Santi riuscì soltanto a guardare quegli occhi che sembravano brillare di luce propria nella penombra che iniziava ad invadere la stanza. Poi si alzò di scatto e corse ad accendere la luce. Lei era ancora là, e adesso lo guardava con espressione preoccupata.
“Che ti prende?” chiese.
La voce di liscio velluto graffiò l’anima di Santi.
“E tu chi sei?”
Il sorriso di lei si fece più ampio: “Sono il genio della lampada.”
Santi la guardò, incapace di parlare. Era bella, accidenti. Capelli rosso fuoco, occhi verdi e splendenti, un corpo da… un corpo da…
Lei fece un passo avanti, poggiando la mano sul tavolo.
Lei fece un passo avanti, poggiando la mano sul tavolo.
“Bene, carino, hai diritto a un desiderio, cosa ne dici?”
“Un desiderio? …non dovevano essere tre?”
“No, carino, un desiderio soltanto. Cerca di decidere in fretta, ho un invito a cena.”
“Tu mangi?”
Lei lo guardò con occhi pieni di scherno, il sorriso si accentuò sulle labbra scarlatte, spinse in avanti il seno.
“Perché, mi vedi poco in carne?” sussurrò.
Santi accusò il colpo.
“No, certo. Direi che… anzi…”
Cercò di raddrizzare le spalle, di dare un tono neutro alla voce: “Però ovunque si legge che i desideri sarebbero tre, come la mettiamo ‘sta storia?”
“Senti carino, io ho un desiderio per te. Se non sei soddisfatto, puoi sporgere reclamo. Vuoi il modulo?”
“No, va bene. Un desiderio.”
Iniziò a passeggiare nervosamente per la stanza.
“Un desiderio.” pensava “Cosa posso chiedere? Un pacco di soldi? La felicità, la salute? La pace nel mondo? La cura per qualche terribile malattia?”
Si fermò di colpo. Un pensiero si faceva strada in lui, insinuante. Sbirciò di sottecchi la figura che aveva davanti. Sentiva la bocca arida come il deserto del Mohavi, ma aveva preso la sua decisione. Adesso però non sapeva come esprimerla.
Un silenzio carico di attesa calò nella stanza. Lei adesso lo guardava chinando un poco il capo, come a schivare un raggio di sole. Sorrise.
“Sei sicuro?” chiese.
Santi aspirò una lunga boccata d’aria. Si sentiva soffocare.
“Sì, sono sicuro.”
Lei guardò il tavolo, poi con un lieve gesto della mano ne carezzò i bordi.
“Qui?” La sua voce sembrava più roca, gli occhi ardevano come lanterne cinesi.
“Sì.”
“Vuoi spegnere la luce?”
“No, preferirei lasciarla accesa.”
“Va bene, carino, vieni.”





Bellissimo questo racconto…l’ho letto con la stessa sensazione di scendere da uno scivolo..scivolante..
e accorto nel tenere la luce accesa…
Sante..furbetto
ehehehhehe, su questo brano scrissi il seguito
Bei tempi , mi bastava un friccichetto per aver voglia di scrivere.
Bello rileggerlo
a quanto pare esiste più di un seguito…
ho letto anche gli altri post: Cyrana è stata qui e vi saluta, Messere