Domani

Domani

Dovrebbe bastare la parola, senza ulteriori spiegazioni.
Prova a dirla: domani.
Anche se stanotte ti trovi a piangere sulle pezze di un passato stracciato, sparse sul pavimento.
Oppure sul ciglio di un burrone ascolti l’eco della tua voce e guardandoti intorno ti accorgi che sei soltanto tu, a sentirla.
Stropicci gli occhi arrossati che non si stancano di cercare un senso nelle ultime parole, mille volte rilette.
Ti scuoti dal torpore di un vecchio film acceso per ingannare il tempo, allo squillo di un messaggio sul telefonino: qualcuno sembrava cercarti ma il numero è nascosto.
Vorresti chiamare ma sai che non avrai risposta.
Vorresti essere chiamato da qualcuno al quale volentieri risponderesti, anche se prima hai sbattuto la porta. …

15 settembre 2009 | 1.739 Letture | 8 Commenti Leggi
Daily update

Daily update

Ogni giorno mi sveglio e per i primi secondi il mondo è nuovo e misterioso, una zuppa quantica indifferenziata pronta a prendere qualsiasi forma io voglia darle, mi ritrovo bambino con mille prospettive allettanti e tutte da esplorare.
Poi mi si carica dentro una qualche forma di sistema operativo e mi ricordo quanti anni tengo sulle spalle, cosa ho mangiato ieri che ancora mi cigola nello stomaco, partono i drive del doloretto alla caviglia e un aggiornamento di fronte allo specchio mi rivela la ben nota realtà di un diradamento del cuoio capelluto, i rumori quotidiani che affollano il panorama intorno a me irrompono nella stanza in surround, una volta aperta la finestra per controllare a che punto di avanzamento si trova la luce solare, mentre dalle cartelle di un archivio del passato recente o remoto affiorano in slideshow suoni e immagini mai cancellate.
E’ tutto nella mia testa. Il mondo non esisterebbe se non fossi qui a guardarlo, interpretando la realtà così come mi hanno insegnato a vederla. …

La forza nel passato 2

La forza nel passato 2

C’è una pagina bianca che mi aspetta, da riempire con caratteri e simboli che hanno perso di significato, in questo vuoto dell’anima che si manifesta per la prima volta in assenza di dolore. Mi chiedo se in fondo davvero di un vuoto si tratti, perché guardandomi dentro mi trovo fin troppo pieno di pensieri. Io che vorrei esserne in fuga. Troppi pensieri possono creare un vuoto? Non so.
Ma sebbene questa grande quantità di pensieri si ostini ad accalcarsi nella mente, l’anima dal canto suo per la prima volta in tanti anni sembra sia riuscita a distaccarsene, per vivere quasi serena in uno spazio tutto suo, che sembra vuoto, appunto. O sono pazzo, o i conti tornano.
Migliaia di pensieri si inseguono nella mia testa, e neanche uno che riesca a raggiungermi. Se non è una fuga, è qualcosa che vi assomiglia molto. E anche se fosse qualcosa di completamente diverso, persino l’opposto, credo che mi andrebbe bene lo stesso.
Non c’è da patire grande fatica a spiegare di quali pensieri io sia affollato: sono sempre gli stessi, vivo l’esperienza comune di restare aggrappato al passato. …

…blogger?

…blogger?

E’ da stamani, appena alzato, che una vocina mi ronza in testa. Dice: “Che cazzo lo tieni a fare un blog, se non ci scrivi mai?”
La trovo una domanda abbastanza corretta, pur considerando che un bel po’ di pagine comunque le ho scritte, in passato.
Ma un blog ha modalità di pubblicazione particolari: è raro che qualche occasionale visitatore si avventuri oltre la prima pagina, soprattutto se l’ultimo post rimane troppo a lungo appunto l’ultimo post. Sembra un blog abbandonato, è facile schizzare altrove, internet è uno strumento molto veloce: ti trovi a scarrozzare un po’ in giro saltando da una pagina all’altra e alla fine non ti ricordi neanche dove sei stato. E allora ti fermi un po’ su Facebook a spaccarti le palle per cancellare le richieste di quiz insulsi ai quali non vuoi rispondere – del resto a chi frega sapere quale tipo di merendina del mulino bianco ti rappresenta meglio? – e poi a porgere allegri auguri di compleanno verso persone che non hai mai visto in vita tua. Gli amici, quelli che tutti hanno una pagina personale e ogni settimana ti inviano una richiesta per diventarne fan, neanche si trattasse di Nicole Kidman, spero che si scriva così. E poi a cena. Sì: l’ho fatto anche io, di invitare qualcuno a visitare il mio blog, sono un pernicioso come tanti. …

Dove sei

Dove sei

Non si può rimanere distanti da se stessi. Ovvero, si potrebbe, ma è un’operazione troppo difficile a compiersi, richiede il pagamento di un prezzo troppo alto. Un sentiero che si perde all’orizzonte, un cammino spaventoso da intraprendere, solo all’idea. Destinazione, ignota.
Ma considerando che essere se stessi vuol dire tenere in piedi la precaria impalcatura che noi chiamiamo carattere, che in definitiva altro non è se non la somma consolidata delle reazioni che nel tempo abbiamo avuto di fronte agli eventi imposti dalla vita, le scelte, forse davvero sarebbe auspicabile percorrere quel cammino che conduce lontano.
C’è un grande mistero, là fuori, ma noi ci comportiamo come se così non fosse, persi ad inseguire le piccole cose, dannandoci l’anima nelle infantili ripicche, rodendoci con puerili egoismi, rendendo macroscopico e importante tutto ciò che è semplicemente transitorio e restando così ciechi, e sordi, di fronte all’immenso, misterioso senso della vita.
Se siamo qui, oggi, immersi o persi, persuasi o incerti della possibilità di un incontro, delle mille possibilità di mille incontri, io, vorrei capirne la ragione.
O forse, mi basterebbe viverli. …

Sul mistero dello scrivere

Sul mistero dello scrivere

Ci si lamenta sempre che lo scrittore moderno non nutre speranze e che il mondo da lui dipinto è insopportabile. L’unica risposta è che chi non nutre speranze non scrive. Scrivere è un’esperienza terribile, durante la quale spesso cadono i capelli e i denti si guastano. Mi manda sempre in bestia chi insinua che scrivere sia una fuga dalla realtà. E’ invece un tuffo nella realtà ed è davvero traumatizzante per l’organismo. …

5 aprile 2009 Leggi
Mare di papaveri

Mare di papaveri

Si può annegare tra queste onde di un rosso brillante, anche se la superficie non appare increspata, e fino a dove l’occhio può arrivare, fino all’orizzonte, è un infinito agitarsi piatto di petali mossi dal vento.
Se le onde non salgono a cavalcare la linea tesa di questo mare è soltanto perché sono incatenate a terra, come te e come me. Lunghi steli trattengono i petali che si agitano come volessero volare via, forzandoli in una riga orizzontale e tenendo ogni pianta separata.
E’ un movimento sotterraneo, quello che seduce, nascosto agli occhi se ne stai fuori, un movimento che si rivela chiaro quando ti avvicini e ti immergi. Da dove siamo, non possiamo vederlo: devi entrarci dentro, non c’è altro modo. Nella distanza, tutto sembra immobile.
Se mi prendi per mano, accetterò la decisione che hai preso, di tenere gli occhi chiusi, e accompagnerò la tua traversata. …

Bonjour

Bonjour

Questo vuoto di parole non mi preoccupa.
In altri tempi e in altri giorni mi sarei sentito angustiato, avrei azzardato conclusioni, schivato considerazioni, vissuto l’assenza come una chiara evidenza.
Non oggi.
Vivo serenamente questo sgombro momento, quasi in visita di una nuova casa dalle stanze vuote, assaporando con calma i gesti futuri, gli oggetti ancora a venire che arrederanno la mia anima.
Le mie parole sono in attesa appena dietro l’angolo, ed io coltivo la luminosa dolcezza che saranno parole nuove.
Non sono cambiato, ma è come se mi trovassi sulla vetta di un monte, di fronte ad un paesaggio mai visto, un territorio inesplorato, del quale devo ancora cogliere gli elementi essenziali, valutare le distanze e le prossimità, e immobile aspetto che l’arco del sole nel suo lento movimento mi mostri nuovi spazi di luci ed ombre.
Spero davvero che questi giorni siano serviti a lasciar cadere i vecchi panni ormai stretti, soffocanti. L’assenza di voci dentro di me sembrerebbe confermarlo. E’ un silenzio confortante, privo di aspettative e pieno di accettazione, ma non una rassegnazione. …

Quasi Target in Second Life

Quasi Target in Second Life

Oplà!
Stasera, appena loggato in SecondLife, ho ricevuto la proposta di entrare a far parte di un gruppo spero esclusivo, io ho accettato, e così adesso sono un Kong Beach Vip, qualsiasi cosa significhi.
Ho consultato la lista, e siamo in parecchi. Magari più tardi cercherò questa spiaggia Kong, per vedere che vi succede…
Serata interessante: una volta entrato a far parte degli accoliti di Kong Beach, sono stato invitato ad una festa, in casa di Amelie. Lei non c’era, o almeno io non l’ho vista, ma in compenso c’era tanta bella gente, come si suol dire.
Accettato l’invito alla festa, sono stato immediatamente teletrasportato in loco.
Ora, questa cosa del teletrasporto è assai ganza.
Quanti siamo, cari i miei, ad aver desiderato l’esistenza di uno strumento simile? Non dite di no, non siate bugiardi. Potrebbe risolvere un gran numero di situazioni, il teletrasporto, non è vero?
Io lo so, e lo sapete anche voi. Quanta sterile vita virtuale condizionata dalla distanza potrebbe trasformarsi in realtà…
Ognimodo, la casa di Amelie è molto bella, chissà quanto costa! …sì, perché in SecondLife c’è chi paga soldi veri, poi convertiti in moneta locale, per comprare terre e case, e viverci. …

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