Io sono

Io sono

C’è una frase da abolire nel mio calendario.
Io non posso.
Il muro che mi circonda a creare il castello nel quale alla fine mi sono trovato imprigionato – e neanche sono una principessa e quindi, niente riscatto azzurro su cavallo bianco – mi va stretto come gli abiti che indossavo da ragazzino. Che poi all’incirca in quei tempi ho formulato per la prima volta la frase.
Io non posso.
Una suggestione.
Camminavo libero e sereno e lo sguardo si spingeva lontano senza incontrare ostacoli finché una voce sicura del proprio ruolo mi disse: tu se qui e sei là e sopra e sotto.
E da allora ho iniziato ad ascoltare le voci. A dare un senso ai silenzi. Un peso agli sguardi. Una sostanza alle paure.
Una voce che ti parla descrivendo meraviglie per quel che sei, può suonare falsa se hai dato credito a chi veniva prima. Uno sguardo può risultare insostenibile quando tu per primo vi trovi dei significati. Un silenzio diviene insopportabile quando senti la necessità di riempirlo con parole che non possiedi. …

Alessandro Baricco – Emmaus

Alessandro Baricco – Emmaus

Nella sua ultima fatica, Emmaus, Baricco usa un linguaggio che sta a metà tra un Pratolini annoiato e una Santacroce in vena di moderazione.
Un ibrido che lascia un retrogusto di insoddisfazione: nasce il desiderio di leggere le immagini dalla grande potenza evocatrice che spesso di lui ci hanno fatto innamorare, oppure di vedere un Baricco che prende il coraggio a quattro mani e sputtana la Santacroce sul suo stesso terreno, che i mezzi in fondo li avrebbe.
Durante la lettura salta agli occhi, immediata, la voglia di stupire, anche legittima in uno scrittore, e alla quale comunque Baricco un po’ ci ha abituato.
E in effetti ci si può stupire, nel vederlo parlare di cazzi, così avvezzi come siamo a ricordare le immagini di tele dipinte con l’acqua di mare e tazze di tè girate con precisione a cercare il punto dove si sono posate labbra altrui. …

Nonostante

Nonostante

Nonostante oggi, che ho designato quale giorno perfetto per interrompere i miei rapporti con le sigarette, me ne sia stata regalata una stecca, la fiducia nel domani che mi ha accolto al risveglio in questo piovoso mattino non ne è risultata in alcun modo scalfita.
L’universo mi mette alla prova.
E’ buffo notare che quando cerchi di fuggire da qualcosa, ne vieni sovente inondato. E di quello che più brami si fa subito carestia.
Non pensavo di scrivere, oggi, e infatti mi sembra di non aver niente da dire. E’ così da tanto tempo. Questo blog langue da lustri e lo scritto che considero il più importante della mia vita giace monco in una pagina di word. Quando ci penso cerco di ignorare la tristezza che mi assale, tentando allo stesso tempo di giustificarmi: troppa fatica, senso di inadeguatezza, le parole che appena rilette appaiono aliene, ingiustificabili. Improponibili? …

1 gennaio 2010 Leggi
Ricapitolando

Ricapitolando

E così anche stavolta hai omesso di fare attenzione. Eppure ti era stato detto, non molto tempo fa: la prossima volta, fai attenzione. Sì, certo. Con quanta cura hai riposto enfasi e convinzione nella tua risposta, consapevole e sicuro dell’inopportunità di riprovare certi passaggi. E poi hai chiuso il cuore in un cassetto, perché cessasse di rivelare la sua presenza. Che scherziamo? …mica siamo in un racconto di Edgar Allan Poe.
Ma, Dio, come si può evitare di costruire un ponte verso la speranza, il sogno, quando se ne presenta l’occasione?
E poi stavolta le parole sembravano diverse, e i gesti, e le intenzioni. E tu, pure. …

Henry Jenkins – Cultura convergente

Henry Jenkins – Cultura convergente

Quanti ritenevano inevitabile una collisione distruttiva tra vecchi e nuovi media dovranno ricredersi: internet non ucciderà la televisione così come la televisione non ha ucciso il cinema. La rivoluzione alla quale stiamo assistendo è il risultato della diversificazione e modificazione degli strumenti atti a veicolare i contenuti, nonché della loro evoluzione: computer e cellulari non solo si trasformano in televisione, stereo e telecamera, ma facilitano la distribuzione dei prodotti che con quegli stessi dispositivi si possono creare. In questo modo i contenuti della comunicazione possono essere elaborati e adattati a una sempre più vasta e diversificata condivisione.
Si apre così uno scenario di produzione e fruizione culturale del tutto nuovo, molto spesso osteggiato dalle grandi Major e dai Network broadcast, ma col quale è ormai necessario fare i conti. La trasmissione broadcast (da uno a molti) si aspetta dei consumatori passivi, prevedibili e in qualche modo facili all’indottrinamento, pronti a fruire acriticamente i format dell’intrattenimento decisi dall’alto e dall’alto imposti, spettatori immobili e quasi ipnotizzati di fronte alla scatola che trasmette contenuti sui quali è impossibile intervenire. …

Fëdor Dostoevskij: Memorie dal sottosuolo

Fëdor Dostoevskij: Memorie dal sottosuolo

A quel tempo non avevo che ventiquattro anni. E già allora la mia vita era tetra, disordinata e solitaria fino alla selvatichezza. Non frequentavo nessuno, evitavo persino di parlare con la gente e mi rannicchiavo sempre di più nel mio cantuccio. In ufficio, alla cancelleria, cercavo addirittura di non guardare nessuno, e m’accorgevo benissimo che i miei colleghi non solo mi consideravano un bislacco, ma – avevo sempre anche questa sensazione – parevano quasi osservarmi con una specie di ripugnanza. E mi veniva questo pensiero: ma com’è che nessun altro all’infuori di me ha la sensazione che lo si stia osservando con ripugnanza? Uno dei nostri impiegati aveva una faccia repellente, butteratissima, fin quasi brigantesca. …

Altrove

Altrove

Da sempre cerco la soluzione alle mie speranze, se vogliamo la realizzazione delle mie ambizioni nei libri che parlano di autoaffermazione, nei trattati sul pensiero positivo, nei testi a carattere esoterico che indirizzano verso la ricerca spirituale.
Il mio sentiero.
Ho cercato persino negli squarci di verità che avvertivo in qualche frase catturata nei film, tale era in certi momenti la mia disperata fame di una qualche risposta. Qualcosa tipo: Non permettere a nessuno di dirti ciò che puoi o non puoi fare.
Perché sembrava che altrove, qualcuno avesse in mano il bandolo della matassa e potesse elargire a piene mani le giuste ricette per risolvere i conflitti, azzerare il passato che non si cicatrizza e indicare una via ben lastricata di buone intenzioni.
Ma in tutti questi anni di affannosa ricerca, la voce interiore che sempre ha frenato lo stacco della corsa e allontanato il filo di lana spingendolo in qualche luogo che ancora oggi si trova altrove – questa voce, non si è mai azzittita. …

Gregg Braden: La matrix divina

Gregg Braden: La matrix divina

Non è semplice riassumere in poche righe i concetti espressi in questo libro. Braden riunisce in una teoria unificata gli antichi insegnamenti delle discipline esoteriche e gli ultimi esperimenti sul DNA umano; le indagini della NASA atte a stabilire la qualità dello spazio che separa le stelle e i pianeti e la possibilità per l’uomo di influire sulla qualità della propria vita, addirittura sul proprio futuro. E molto altro ancora.
Questo libro è una accesa e persuasiva confutazione della visione che abbiamo comunemente accettato riguardo alla realtà che ci circonda.
“Riconoscete ciò che è visibile, e ciò che vi è nascosto vi diverrà chiaro”.
Recenti esperimenti hanno dimostrato che lo spazio è ben lontano dall’essere vuoto, essendo costituito da un campo di energia che unisce ogni cosa nell’universo. Questa energia sta alla base di tutto ciò che forma il regno minerale, vegetale, animale. Questa energia sta alla base della materia, e non può essere spiegata ricorrendo alla fisica classica. Dobbiamo munirci di uno strumento diverso, per riuscire a dare un’interpretazione di questo nuovo modello dell’universo: è necessario ricorrere alla fisica quantistica. Questa, è stata definita da uno scienziato la fisica delle possibilità.
E’ necessario acquisire un nuovo paradigma, per comprendere ciò che Braden vuole mostrarci. …

Aleksandr Solgenitsin: Una giornata di Ivan Denissovic

Aleksandr Solgenitsin: Una giornata di Ivan Denissovic

Al cane bastonato basta fargli vedere il bastone. Il freddo è cattivo ma il caposquadra lo è ancora di più. E i ragazzi sono tornati al posto di lavoro.
Intanto Sciuchov sente che il caposquadra dice sottovoce a Pavlo:
“Tu resta qui e tieni duro. Io vado a sistemare la percentuale.”
Tutto dipende più dalla percentuale che dal lavoro in sé. Un caposquadra che sia in gamba si batte per la percentuale. E’ quella che ci dà da mangiare. Lui deve saper dimostrare che è stato fatto ciò che non è, deve girar le cose in modo che quello che ti dovrebbero pagar male ti sia pagato di più. E per far questo il caposquadra deve avere i coglioni duri. E poi c’è l’accordo con quelli della ‘norma’. Anche a loro devi mollare qualcosa. …

Bad Behavior has blocked 256 access attempts in the last 7 days.