Verso Santiago – secondo estratto

Verso Santiago – secondo estratto

Quasi alla fine della seconda stesura del mio sudatissimo romanzo, per sentirmi meno solo ho deciso di tirarne fuori un altro pezzetto.
Basta un click su Leggi.

Liberi

Liberi

Guardami: è così che scivolo tra le infinite varianti delle possibili realtà che questo universo in modo silenzioso, misterioso e nascosto ci regala.
Lascio i panni del pagliaccio e tiro indietro due passi, il sipario si chiude e la luce si abbassa. Poi nel buio solo l’attesa. Ma ognuno sa che dietro il pesante tendaggio qualcosa si muove, e un evento si prepara. E anch’io lo sento. I respiri si fermano, le mani si incrociano e anche gli occhi vorrebbero, se non frenati dalle tenebre. Si apre un velo, una luce si fa strada nel buio. Un foro nell’anima. Un sorriso velato. E una musica ad aprire la via.
Vorrei dirti: siamo liberi adesso.
Nel mio sorriso su questo palco che è la nostra vita, puoi trovare le mille risposte all’unica domanda che da sempre ti poni.

Claudio Forti – Sarka

Claudio Forti – Sarka

Sarka è la storia di un amore che sboccia nel variegato metamondo di internet per arrivare poi a invadere il mondo reale, e come tutti gli scritti nati da una felice intuizione offre una rosa di possibili chiavi di lettura, dalle quali è inevitabile trarre spunti di riflessione.
Quindi ci sarà chi, tenacemente ancorato alla solida realtà della routine quotidiana, potrà trovare conferma del potenziale pericolo insito nel frequentare i cosiddetti mondi virtuali – in questo caso Second Life, luogo da cui il romanzo prende avvio, pericolo sbandierato e sottolineato da sagaci opinionisti spesso privi della necessaria e diretta esperienza personale.
Altri si riconosceranno nella condizione emotiva di Marco, il protagonista della vicenda: un uomo sulla soglia dei cinquant’anni, ormai abbandonato dai propri sogni, angosciato dallo scorrere inesorabile del tempo, abituato a tenere il conto degli anni in maniera arzigogolata e simpatica, ma in qualche modo alienante.
E in molti, come il sottoscritto, vedranno concretizzarsi la dimostrazione di una verità indiscutibile, ignorata dai sagaci opinionisti: non ci si può nascondere dietro un Avatar. …

Ethan Hawke – Mercoledì delle ceneri

Ethan Hawke – Mercoledì delle ceneri

Può capitare a volte la felice condizione che vi troviate tra le mani un libro capace di catturarvi per trascinarvi con sé, ovunque voglia portarvi. Accade con sempre minore frequenza, ma ogni tanto fate la scoperta che questo è un evento possibile. Vi riconciliate con la speranza che la narrativa abbia ancora qualcosa da offrire, basta cercare bene.
Magari in fondo si tratta di una piccola storia, che a raccontarne la trama si rischia di allontanare il potenziale lettore: pochi giorni di vita di una giovane coppia alle prese con problemi più grandi di loro, raccontati attraverso le voci narranti dei due protagonisti che si alternano capitolo per capitolo.
Avete comprato il libro dibattendovi tra la preoccupazione di gettare via il vostro denaro e la curiosità di vedere come se l’è cavata l’autore, che conoscete bene, almeno di faccia. …

Cioccolata

Cioccolata

Prima che la baciassi lei si mise in bocca uno di quei cioccolatini ripieni di liquore, con la ciliegina. Mentre le spingevo la lingua dentro lei premette la sua contro il palato, il cioccolatino si ruppe spargendo il contenuto e una supernova mi esplose nel cervello.
Tirai fuori la lingua, la baciai lieve sulle labbra guardandola negli occhi. Lei trattenendo un sorriso masticò un paio di volte, frantumando la ciliegina, io le infilai di nuovo la lingua in bocca.
Cercavo ogni singolo pezzetto di cioccolato per premerlo e scioglierlo contro il suo palato, i denti, le gengive. Lei faceva lo stesso con me, e questo andò avanti un pezzo; i movimenti delle lingue accelerarono e si fecero convulsi, come si trattasse di una gara a chi per primo riusciva a fondere l’intero universo nella bocca dell’altro.
Lei mi serrò una mano sulla gola, per farmi intendere che non voleva lasciarmi deglutire. Piccoli frammenti di ciliegia passavano da una bocca all’altra, in una giostra impetuosa.
Un calore intenso si diffuse per tutto il corpo, un’ondata feroce che annullava ogni pensiero. …

Regole

Regole

Pensavo oggi alla quantità di regole che scrittori più o meno affermati elargiscono a piene mani durante seminari che vengono chiamati workshop. Espressione che trovo abbastanza infelice, anche se non dovrei, perché il mio piccolo inglese non mi consente una traduzione della quale io possa sentirmi sicuro. Però sino a workshop credo di poterci arrivare.
Comunque, leggendo di queste regole, quando capita, mi sento sempre abbastanza infelice. Non credo di riuscire a metterne in pratica alcuna, non perché siano astruse, anche se a volte lo sono, è solo che al cospetto di questi decaloghi mi sento sempre piuttosto ignorante, nel senso che raramente riesco a capire dove si voglia andare a parare.
Lo stesso vale quando mi trovo a dover fronteggiare esempi di stili di scrittura, tipo il minimalismo. Non capisco mai quante parole debbo togliere per essere considerato minimalista, ammesso che io lo voglia.
Se poi ne tolgo troppe e non si capisce più il senso di quello che vorrei esprimere, potrei venir considerato ultraminimalista, o solo stupido.
A pensarci bene, ad oggi non sono più tanto sicuro di rammentare adeguatamente neanche le regole della grammatica. I miei ricordi al riguardo si perdono in tempi lontanissimi, e sono ricordi temo fortemente sfumati.
Non venite poi a parlarmi di sintassi, perché rischierei di perdere l’appetito. Potrebbe persino capitare che la sintassi mi si materializzi davanti per mordermi le chiappe senza che io riesca a riconoscerla.
Io scrivo così, se di scrittura si può parlare, come un cieco che dipinge. …

Verso Santiago

Verso Santiago

A voi pochi che ogni tanto venite a trovarmi in questo blog sembrerà di raggiungere un luogo abbandonato, dove le parole si sono fermate e cristallizzate. Ma non è così: in questo periodo, quando scrivo, cerco di portare a termine quel romanzo che da troppo tempo aspetta una conclusione.
E sono così forti e intense le emozioni che in questi giorni lo scrivere mi procura, da indurmi a rompere il silenzio per cacciare fuori un piccolo estratto della storia che occupa le mie giornate. Il viaggio tormentato di due anime più una verso la cattedrale di Santiago de Compostela, attraverso il percorso millenario che ha preso il nome di Cammino di Santiago.
Se avete voglia di leggere questo breve schizzo di parole sulle pareti della mia anima, basta che clicchiate poco più in basso, a destra, dove sta scritto “Leggi”.

To the river

To the river

Sembra bizzarro, ma ancora cresce l’erba.
E’ vero: ha un colore più freddo, come tutto il resto in questo luogo che sembra privo d’aria, eppure gli steli si ostinano a proiettare la loro punta di lancia verso un cielo alieno.
In questo spazio deserto potrebbe risuonare, senza intenzione o interruzione, il Sutra del loto.
Sono giunto sin qui inconsapevole dei passi e dei segnali che mi hanno guidato. E adesso, che strano, provo un senso di pace assoluta.
Nel silenzio del cielo trova tregua la fretta di andare, l’incessante ricerca di un qualcosa che a guardare bene già possedevo, che era mio ma in un gioco di illusione ho gettato al di fuori di me, per poi perdermi nella caccia ai fantasmi che scivolano silenziosi e inafferrabili sui muri, si mostrano attraverso finestre dagli spessi vetri, si nascondono su cime inaccessibili, nella nebbia, nel pianto.
Voglio restare qui, dove posso raccogliere ogni attimo perso con un singolo respiro, e fare di questo luogo il mio intimo spazio, nell’attesa che quella sfera luminosa si condensi per forza di attrazione, trasformandosi in nuova acqua che riesca a bagnarmi.

La strada verso casa

La strada verso casa

Ci sono cose che è difficile spiegare, suggestioni ardue da raccontare: il tessuto di esclusive emozioni. In un percorso spirituale, segnato da pensieri del tutto personali, alcune azioni possono prendere per noi un significato preciso e tuttavia faticoso da condividere. Nel nostro personale Cammino possiamo trovarci a percorrere sentieri solo nostri; sentieri battuti in solitudine, nascosti al mondo per una forma di pudore, o difesa.
E certi gesti si mostrano così infantili ai nostri occhi, da rimanere inespressi.
Si può pensare di svelare ad altri i profondi passaggi della nostra anima, quando ci sentiamo protetti dall’intimità di atmosfere particolari: davanti ad un camino acceso, nella penombra di un bicchiere di vino, oppure su una spiaggia deserta, immersi nel vento fresco, anticipo di una burrasca imminente…

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