Zeb

Zeb

Davide, in arte “Zeb”.
Zeb è un vero artista, nel suo campo. Ha imperversato per anni scrivendo sui muri di tutta la città. Battute in vero stile livornese: divertenti, dissacranti, molto spesso esilaranti, mai cattive. Sono certo che anche chi si è trovato con una scritta di Zeb sul muro di casa, o del giardino, o del palazzo, la maggior parte delle volte lo ha perdonato.
Del resto, come si può non sorridere di fronte a questa: Vota Zeb, dovrai ritinge’ il muro ma di sicuro Zeb non te lo butta in culo.

Transeat

Transeat

Mi siedo di fronte allo schermo, tiro verso di me la tastiera che scorre leggera sui propri binari, perdo lo sguardo nel vuoto e scrivo. Chi è questa persona che pronuncia parole dietro i miei occhi? Chi sta componendo pensieri all’interno della mia mente? Il fatto che io senta familiare questa presenza non la rende riconoscibile. [...]

8 novembre 2008 | 421 Letture | 2 Commenti Leggi
Demone meschino

Demone meschino

  Ho speso troppo tempo in tua compagnia. Troppo a lungo ho creduto alla voce imperiosa che mi parlava dentro, pensando fosse mia; mi sbagliavo: era la tua. Mi hai parlato per anni, imponendo corazze che si espandevano sempre più verso l’esterno, crescendo l’una sull’altra come gli anelli degli alberi, aspre come la loro corteccia. Lo [...]

7 novembre 2008 | 260 Letture | 0 Commenti Leggi
Stefano

Stefano

Stefano lo incontro sulla spiaggia dove abbiamo appena lasciato il Tortuga.
Mi sorride: ci conosciamo da tempo. Insieme abbiamo vissuto un’avventura che non vi racconterò. Quando parla mi guarda poco in faccia e resta piuttosto con lo sguardo fisso sul mare, come per concentrarsi. Questo atteggiamento non mi disturba, anzi: posso osservarlo mentre risponde alle mie domande, prima con la pausa di un sorriso e poi con parole lente e misurate.
Mi spiega che su quella spiaggia lui si sente sempre bene perché la natura che lo circonda, la bellezza della natura, gli ricorda che non è un’opzione lo stare in pace con sé stessi, ma quasi un dovere. …

7 novembre 2008 | 947 Letture | 1 Commento Leggi
Provvisorio ed eterno

Provvisorio ed eterno

   …seduto sulla riva del suo mare, guarda verso l’orizzonte. La dolce linea che unisce il cielo al mare riempie la sua anima di serenità. La poesia che un Dio creatore ha versato nel più remoto angolo dell’immensa opera risuona con ogni piccola parte del suo essere. Tuffandosi nella vibrazione dello spazio che lo circonda, [...]

6 novembre 2008 | 296 Letture | 1 Commento Leggi
Guilty

Guilty

Siede con sguardo assente di fronte al monitor, questa notte, nella quale vorrebbe fuggire da ogni volto che scopre piegato nell’anima, residuo di un passato da eludere o sconfiggere, anelando a una quiete che sente fuori dalla sua portata. Forse disertare la notte potrebbe già rappresentare una vittoria. Oppure combatterla.  Ma non c’è un nemico, [...]

5 novembre 2008 | 261 Letture | 0 Commenti Leggi
Dialogo nella luce

Dialogo nella luce

Tonio è un bambino felice. Sua madre lo chiama Tonino e a volte, quando è vivace come i bambini sanno essere, lo chiama Tuonino. A Tonio piace questo soprannome: piccolo tuono. Si sente importante. Fa una smorfia, e sbuffa a soffiar via dalla fronte ciocche di capelli biondi. Con l’energia dei suoi nove anni, piccolo tuono sfreccia in bicicletta per i viali del cortile. Sua madre lo controlla dalla finestra di cucina, senza farsi vedere.
Quel pomeriggio, Tonio è preso dalla riparazione della catena. Piccole mani sporche di grasso, occhi attenti, il sole che a terra taglia ombre scure come il vino. Non vede arrivare l’uomo che gli si ferma di fianco, falde di cappotto a carezzare il terreno, un cappello a tagliare sul volto ombre scure come il vino. L’uomo si guarda intorno con occhi che sembrano sospirare, le mani in tasca, le spalle forzate in una lieve curvatura. Prende fiato e con voce piacevole dice: «Ciao, piccolo tuono.» …

Giuseppino

Giuseppino

Pino siede sui gradini del Mercato Centrale.
Lo incontro ogni giorno, quando vado a consumare il rito del caffé al bar di Claudio, sempre alla solita ora, o quasi. Salgo quei quattro gradini che vedete nella foto e lo incrocio: ci sorridiamo, lo saluto, mi saluta. Pino è uno del posto, ormai. Anche io sono uno del posto. Scambiamo quattro ciance, e di tanto in tanto gli offro un “mezzo di bianco”.
Pino è originario di Sorso, in provincia di Sassari, naturalizzato livornese.
Ebbene, Pino è stato due volte campione italiano di Ju Jitzu, categoria 45 chili. Era in dirittura d’arrivo per le Olimpiadi di Seoul, ma l’errore della sua vita lo aspettava dietro l’angolo. …

Niente da perdere

Niente da perdere

  Ci sono giornate vuote, che non riesci a riempire, giornate in apnea. In altri momenti basterebbe un ricordo, col quale baloccarsi; basterebbe un progetto, col quale misurarsi. Non oggi. Il tempo è un vasetto di miele, nel quale sei immerso. E’ dolce, ma immobile. Trasparente. Ti guardi intorno alla ricerca di uno stimolo, ma [...]

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