Nonostante
Nonostante oggi, che ho designato quale giorno perfetto per interrompere i miei rapporti con le sigarette, me ne sia stata regalata una stecca, la fiducia nel domani che mi ha accolto al risveglio in questo piovoso mattino non ne è risultata in alcun modo scalfita.
L’universo mi mette alla prova.
E’ buffo notare che quando cerchi di fuggire da qualcosa, ne vieni sovente inondato. E di quello che più brami si fa subito carestia.
Non pensavo di scrivere, oggi, e infatti mi sembra di non aver niente da dire. E’ così da tanto tempo. Questo blog langue da lustri e lo scritto che considero il più importante della mia vita giace monco in una pagina di word. Quando ci penso cerco di ignorare la tristezza che mi assale, tentando allo stesso tempo di giustificarmi: troppa fatica, senso di inadeguatezza, le parole che appena rilette appaiono aliene, ingiustificabili. Improponibili?
Improbabili.
Ma una voce lontana seppur vicina quanto mai altre mi ha esortato a scrivere due righe. Solo due. Aprire la speranza e aggiungere qualche centimetro di pelle al monco.
E così lo faccio.
Per rendere eclatante questo gesto minimo e tuttavia faticoso e forse pericoloso quanto aprire il vaso di Pandora, nel bene e nel male, e per rendere evidente all’universo l’intenzione di rintracciare in qualche luogo le mie parole, o come dicevo un tempo la musica dei miei giorni, ho deciso di pubblicare la frase appena scritta a peritura sentenza e monito.
Sembra un gesto stupido, o forse lo è davvero. Magari sto solo cercando di incastrarmi. Perché sono pigro, e la scrittura non è attività facile o riposante. Può anche donare una grande soddisfazione, ma prosciuga le palle.
Quindi, nonostante voi non possiate avere la più piccola idea di dove mi son permesso di collocare la frase che seguirà, nonostante il rischio che mai, voi, né altri, possiate un giorno godere dell’occasione di incontrare queste parole stampate su un foglio di carta, nonostante l’impegno spaventi in modo totale la mia pigrizia e solletichi il preventivo senso di disfatta, questo è il risultato dell’immensa fatica.
E adesso qui, seduto a contemplare il proprio riflesso nella vetrina di un bar che solo poche ore prima avrebbe giudicato remoto quanto una stella la cui luce non avesse ancora trovato il tempo di raggiungere questo piccolo pianeta, sentiva persa ogni certezza su dove si trovasse. E quali passi avrebbe deciso di intraprendere.



