La forza nel passato 2
C’è una pagina bianca che mi aspetta, da riempire con caratteri e simboli che hanno perso di significato, in questo vuoto dell’anima che si manifesta per la prima volta in assenza di dolore. Mi chiedo se in fondo davvero di un vuoto si tratti, perché guardandomi dentro mi trovo fin troppo pieno di pensieri. Io che vorrei esserne in fuga. Troppi pensieri possono creare un vuoto? Non so.
Ma sebbene questa grande quantità di pensieri si ostini ad accalcarsi nella mente, l’anima dal canto suo per la prima volta in tanti anni sembra sia riuscita a distaccarsene, per vivere quasi serena in uno spazio tutto suo, che sembra vuoto, appunto. O sono pazzo, o i conti tornano.
Migliaia di pensieri si inseguono nella mia testa, e neanche uno che riesca a raggiungermi. Se non è una fuga, è qualcosa che vi assomiglia molto. E anche se fosse qualcosa di completamente diverso, persino l’opposto, credo che mi andrebbe bene lo stesso.
Non c’è da patire grande fatica a spiegare di quali pensieri io sia affollato: sono sempre gli stessi, vivo l’esperienza comune di restare aggrappato al passato.
Ne abbiamo parlato tante volte, ne abbiamo letto e scritto. I dolori di ieri che tornano a impregnare e rendere sterile l’oggi, col senso di sconfitta mai digerito, il perdono mal consumato, il folle desiderio di cambiare qualcosa di quello che abbiamo detto e fatto, o non detto e trascurato.
Gli errori che abbiamo commesso si ingigantiscono nel corso degli anni, alberi che abbiamo piantato nel giardino del ricordo, cresciuti sino a diventare enormi, gettano un’ombra spropositata sul prato, nascondono il sole.
E’ tutto ben archiviato e pronto all’uso: le facce, le parole, le voci e le musiche, i distacchi, i finti abbandoni, le fughe e i ritorni. Le accuse. Eppure di tutto questo, ormai, non esiste più niente.
E’ straordinaria la quantità di dolore che riusciamo a infliggerci nel semplice ricordo di atti che spesso abbiamo compiuto con estrema leggerezza o convinzione, guidati da una forza interiore che non riuscivamo ad eludere, perfetti nel gesto e nella parola. Convincenti. Appena voltiamo le spalle iniziano a farci sanguinare. Non volevamo davvero quello? Siamo fuggiti quando volevamo restare, siamo rimasti quando invece avremmo preferito indossare le scarpe da corsa? Il destino ci ha spinti verso una strada senza ritorno?
Chi può rispondere ai quesiti insoluti della mia vita, barricati nel fortino del ricordo, si faccia avanti.
Questo peregrinare tra le stanze della memoria, in fondo, mi toglie le forze, creando uno stato d’animo che altri hanno stigmatizzato come pigrizia. Io non sarei completamente d’accordo, ma accetto il giudizio con un sorriso.
Sorrido anche adesso, pensando che in fondo mi piacerebbe coltivare la speranza che questo senso di distacco al quale in questi giorni pare che l’anima mia sia pervenuta diventi duraturo, un vuoto cosmico dove l’assenza si trasforma in dolcezza, uno spazio attraverso il quale io possa stabilmente raggiungere almeno una delle uniche due cose che sempre si sono presentate come soddisfacenti al mio intimo sentire, se vogliamo escludere il procacciarmi una grande trombata: imbrattare con dei colori una bella bianca tela, e trovare una pagina bianca da riempire di caratteri e simboli.

Salve, grazie per essere diventato un mio lettore fisso (spero di non deluderti^^); ho dato un’occhiata alle foto, sono davvero molto belle (niente a che vedere con le mie:(…), mi sono piaciute molto, appena avrò un pò di tempo darò un’occhiata anche al blog, ma come puoi ben constatare da vera appassionata di fotografia ho dato la precedenza a quest’ultima^^
A presto.
Se questo post non lo avessi scritto tu, e ne ho la prova
, penserei che fosse mio. Non per la bravura, per carità, ma perché mi sono ritrovata in toto in ciò che hai espresso. Come essere davanti a uno specchio.
Buona notte
Complimenti per le tue parole scritte e per la carta bianca… Lei aspetta sempre, sembra che sia quello il suo ruolo nel mondo.
PEr quanto riguarda me… Si, mi hai vista in tv.
Passa quando vuoi.
- Sole -
il tuo post mi propone una riflessione: sto cercando di inviduare in quale punto del Cammino lasciai alla spalle il Mare dei Ricordi. Non saprei dire, oggi, se fu vera conquista o retaggio di altri Cammini, che mi hanno fatto iniziare questo, avvantaggiata. La mia bisaccia è leggera, sempre più.
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pagina69 »
Aleksandr Solgenitsin: Una giornata di Ivan Denissovic
Al cane bastonato basta fargli vedere il bastone. Il freddo è cattivo ma il caposquadra lo è ancora di più. E i ragazzi sono tornati al posto di lavoro.
Intanto Sciuchov sente che il caposquadra dice sottovoce a Pavlo:
“Tu resta qui e tieni duro. Io vado a sistemare la percentuale.”
Tutto dipende più dalla percentuale che dal lavoro in sé. Un caposquadra che sia in gamba si batte per la percentuale. E’ quella che ci dà da mangiare. Lui deve saper dimostrare che è stato fatto ciò che non è, deve girar le cose in modo che quello che ti dovrebbero pagar male ti sia pagato di più. E per far questo il caposquadra deve avere i coglioni duri. E poi c’è l’accordo con quelli della ‘norma’. Anche a loro devi mollare qualcosa. …
Recensioni »
Gregg Braden: La matrix divina
Non è semplice riassumere in poche righe i concetti espressi in questo libro. Braden riunisce in una teoria unificata gli antichi insegnamenti delle discipline esoteriche e gli ultimi esperimenti sul DNA umano; le indagini della NASA atte a stabilire la qualità dello spazio che separa le stelle e i pianeti e la possibilità per l’uomo di influire sulla qualità della propria vita, addirittura sul proprio futuro. E molto altro ancora.
Questo libro è una accesa e persuasiva confutazione della visione che abbiamo comunemente accettato riguardo alla realtà che ci circonda.
“Riconoscete ciò che è visibile, e ciò che vi è nascosto vi diverrà chiaro”.
Recenti esperimenti hanno dimostrato che lo spazio è ben lontano dall’essere vuoto, essendo costituito da un campo di energia che unisce ogni cosa nell’universo. Questa energia sta alla base di tutto ciò che forma il regno minerale, vegetale, animale. Questa energia sta alla base della materia, e non può essere spiegata ricorrendo alla fisica classica. Dobbiamo munirci di uno strumento diverso, per riuscire a dare un’interpretazione di questo nuovo modello dell’universo: è necessario ricorrere alla fisica quantistica. Questa, è stata definita da uno scienziato la fisica delle possibilità.
E’ necessario acquisire un nuovo paradigma, per comprendere ciò che Braden vuole mostrarci. …
Alessandro Baricco – Emmaus
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