Dove sei
19 maggio 2009 | 397 views2 Commenti
Non si può rimanere distanti da se stessi. Ovvero, si potrebbe, ma è un’operazione troppo difficile a compiersi, richiede il pagamento di un prezzo troppo alto. Un sentiero che si perde all’orizzonte, un cammino spaventoso da intraprendere, solo all’idea. Destinazione, ignota.
Ma considerando che essere se stessi vuol dire tenere in piedi la precaria impalcatura che noi chiamiamo carattere, che in definitiva altro non è se non la somma consolidata delle reazioni che nel tempo abbiamo avuto di fronte agli eventi imposti dalla vita, le scelte, forse davvero sarebbe auspicabile percorrere quel cammino che conduce lontano.
C’è un grande mistero, là fuori, ma noi ci comportiamo come se così non fosse, persi ad inseguire le piccole cose, dannandoci l’anima nelle infantili ripicche, rodendoci con puerili egoismi, rendendo macroscopico e importante tutto ciò che è semplicemente transitorio e restando così ciechi, e sordi, di fronte all’immenso, misterioso senso della vita.
Se siamo qui, oggi, immersi o persi, persuasi o incerti della possibilità di un incontro, delle mille possibilità di mille incontri, io, vorrei capirne la ragione.
O forse, mi basterebbe viverli.
Ma come al solito, resto immobile di fronte alla finestra, bocca spalancata sulla notte, a chiedermi: dove sei.
Dove siete.
Ma considerando che essere se stessi vuol dire tenere in piedi la precaria impalcatura che noi chiamiamo carattere, che in definitiva altro non è se non la somma consolidata delle reazioni che nel tempo abbiamo avuto di fronte agli eventi imposti dalla vita, le scelte, forse davvero sarebbe auspicabile percorrere quel cammino che conduce lontano.
C’è un grande mistero, là fuori, ma noi ci comportiamo come se così non fosse, persi ad inseguire le piccole cose, dannandoci l’anima nelle infantili ripicche, rodendoci con puerili egoismi, rendendo macroscopico e importante tutto ciò che è semplicemente transitorio e restando così ciechi, e sordi, di fronte all’immenso, misterioso senso della vita.
Se siamo qui, oggi, immersi o persi, persuasi o incerti della possibilità di un incontro, delle mille possibilità di mille incontri, io, vorrei capirne la ragione.
O forse, mi basterebbe viverli.
Ma come al solito, resto immobile di fronte alla finestra, bocca spalancata sulla notte, a chiedermi: dove sei.
Dove siete.

e se provassi a cambiare domanda? Anzi, se trasformassi la domanda in asserzione?
Grande post, grazie!
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pagina69 »
Aleksandr Solgenitsin: Una giornata di Ivan Denissovic
Al cane bastonato basta fargli vedere il bastone. Il freddo è cattivo ma il caposquadra lo è ancora di più. E i ragazzi sono tornati al posto di lavoro.
Intanto Sciuchov sente che il caposquadra dice sottovoce a Pavlo:
“Tu resta qui e tieni duro. Io vado a sistemare la percentuale.”
Tutto dipende più dalla percentuale che dal lavoro in sé. Un caposquadra che sia in gamba si batte per la percentuale. E’ quella che ci dà da mangiare. Lui deve saper dimostrare che è stato fatto ciò che non è, deve girar le cose in modo che quello che ti dovrebbero pagar male ti sia pagato di più. E per far questo il caposquadra deve avere i coglioni duri. E poi c’è l’accordo con quelli della ‘norma’. Anche a loro devi mollare qualcosa. …
Recensioni »
Gregg Braden: La matrix divina
Non è semplice riassumere in poche righe i concetti espressi in questo libro. Braden riunisce in una teoria unificata gli antichi insegnamenti delle discipline esoteriche e gli ultimi esperimenti sul DNA umano; le indagini della NASA atte a stabilire la qualità dello spazio che separa le stelle e i pianeti e la possibilità per l’uomo di influire sulla qualità della propria vita, addirittura sul proprio futuro. E molto altro ancora.
Questo libro è una accesa e persuasiva confutazione della visione che abbiamo comunemente accettato riguardo alla realtà che ci circonda.
“Riconoscete ciò che è visibile, e ciò che vi è nascosto vi diverrà chiaro”.
Recenti esperimenti hanno dimostrato che lo spazio è ben lontano dall’essere vuoto, essendo costituito da un campo di energia che unisce ogni cosa nell’universo. Questa energia sta alla base di tutto ciò che forma il regno minerale, vegetale, animale. Questa energia sta alla base della materia, e non può essere spiegata ricorrendo alla fisica classica. Dobbiamo munirci di uno strumento diverso, per riuscire a dare un’interpretazione di questo nuovo modello dell’universo: è necessario ricorrere alla fisica quantistica. Questa, è stata definita da uno scienziato la fisica delle possibilità.
E’ necessario acquisire un nuovo paradigma, per comprendere ciò che Braden vuole mostrarci. …
Alessandro Baricco – Emmaus
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