Come un amico
Dovrò abituarmi a parlarti come un amico. Chiedermi dove sei e cosa fai sfoggiando un sorriso bastevole a se stesso, nascondendomi la nostalgia. Come oggi.
Che oggi sono riuscito a farlo piuttosto bene. Una vera sorpresa constatare come si possa trovare la fluidità e facilità di espressione e dialogo quando la maggior parte delle parole che vorresti dire è necessario rimangano strozzate in gola. Persino Zenone oggi avrebbe potuto ammirami.
L’unica consolazione, quando si riesce a evitare il rimpianto della constatazione, è che non sarà necessario mettere troppo spesso in atto la strategia del distacco.
Molto presto non ne avrò più bisogno.
Volano così veloci, i giorni, inseguiti dai mesi e dagli anni. E questo è tutto.
Scartabello tra le cartelle della musica che ho accumulato nel corso degli anni, recuperata da un passato anche remoto; la lunga lista degli mp3 che smozzico all’inizio e taglio alla fine sembra avere il potere di farmi sentire la tua presenza. La musica di quando non c’eri ritaglia nello spazio la tua forma meglio di qualsiasi ricordo. Che strano.
Sorrido e mi intristisco quando un passaggio di note che niente hanno a che fare con te mi porta l’immagine di un volto che non ho mai visto, e mai la voce, che invece conosco così bene.
Un ritmo pressante mi conduce a ricordare le mille spinte che avrei voluto donarti; un passaggio lento le orme dei nostri piedi sul bagnasciuga, cancellate dalle onde ancor prima di poter essere poste.
Poi d’improvviso, arriva una musica che a te, nella mia testa, è fortemente legata, e sono sicuro che se ti capitasse di ascoltarla, non lo sapresti. Sono certo che non potresti collegarla. Nelle mille ore che ci hanno visti vicini, per qualcuno qualcosa si è perso, e per qualcuno qualcosa resterà fisso come una stella nel cielo.
Così, una musica mi racconta di noi, ed è una immagine soltanto mia, che esiste e resiste oltre te.
Di quella musica ricordo bene i giorni, e i sorrisi e le parole. L’ingenuità del mondo prima del crollo, della luce prima del buio, del sorriso prima del pianto.
Ecco, su questa musica mi sono fermato, non ho potuto andare oltre, perché qui c’è tutto.
E questo tutto non basterebbe l’intera notte che adesso sto sfidando, come facevo un tempo, per trovare le parole adatte a descriverlo.
Come se fosse necessario. Non lo è, vero?
Io lo so.
E anche tu.
Buonanotte.
Rachel Portman – "The cider house rules"





dolci ricordi anche se accompagnati da rimpianti