Babele
…arriva un giorno in cui ogni narrazione appare parziale, ogni descrizione incompleta. Nasce un senso vago e un tiepido desiderio di ricominciare da qualche parte, non un nuovo mondo o una nuova vita ma partendo da dove si è giunti. E’ troppo faticoso ripercorrere le tappe intermedie che ci hanno condotto a questo nulla, non c’è neanche un reale desiderio di tornare al passato, a quei dolori ormai consumati che sarebbe necessario sperimentare di nuovo, sappiamo dove, e poi esaurire, sappiamo il perché, ancora una volta. Partire da qui, adesso, senza porsi una meta precisa perché non ci colga nel tragitto l’affanno di pensare di aver perso qualcosa, o mancato di attenzione agli incroci, sviato la strada quando si è fatto buio o di esserci svegliati troppo oltre l’alba.
Non voglio ricordare tutti i gesti stupidi che ho commesso, dai quali e non altri è nato ogni atomo di dolore che ho subito, gesti compiuti nell’ingenua adolescente arroganza, col sorriso di un tempo sconfinato ancora da vivere a stirare in un ghigno inconsapevole le labbra, e dopo, i gesti intermedi già rivelatori di rassegnazione e disperazione, lenti a scavare un tempo trascorso nel quale abbattersi privi di fiato.
Adesso i gesti, di oggi, nascono senza apparente motivo, la strada da prendere ad occhi chiusi, quando sembra non avere più un suo senso e un suo tempo provare a scegliere.
Nell’anima conservo ogni singolo fotogramma dei momenti nei quali ho deciso, stabilito, preferito, disinteressandomi delle conseguenze, che pure erano vive e palpitanti e persino mi gridavano nelle orecchie stai attento.
Non posso descrivere dove sono, non riesco a raccontare dove vado: sono il frutto di mille e mille atti compiuti nella certezza di stare nel giusto non avendo, è chiaro, la possibilità di sbagliare.
Adesso che la strada si fa stretta sono costretto a camminare stringendo le spalle, e prevedo che tra poco dovrò mettermi di profilo per passare tra due mura distanti la distanza di un capello.
Queste mura sono composte dai mattoni delle mie scelte. Migliaia, milioni.
Se c’è uno slargo, distante, io non lo vedo.





Forse lo hai scritto per me.
Da brivido.