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Altrove

18 novembre 2009 | 334 views2 Commenti

Da sempre cerco la soluzione alle mie speranze, se vogliamo la realizzazione delle mie ambizioni nei libri che parlano di autoaffermazione, nei trattati sul pensiero positivo, nei testi a carattere esoterico che indirizzano verso la ricerca spirituale.
Il mio sentiero.
Ho cercato persino negli squarci di verità che avvertivo in qualche frase catturata nei film, tale era in certi momenti la mia disperata fame di una qualche risposta. Qualcosa tipo: Non permettere a nessuno di dirti ciò che puoi o non puoi fare.
Perché sembrava che altrove, qualcuno avesse in mano il bandolo della matassa e potesse elargire a piene mani le giuste ricette per risolvere i conflitti, azzerare il passato che non si cicatrizza e indicare una via ben lastricata di buone intenzioni.
Ma in tutti questi anni di affannosa ricerca, la voce interiore che sempre ha frenato lo stacco della corsa e allontanato il filo di lana spingendolo in qualche luogo che ancora oggi si trova altrove – questa voce, non si è mai azzittita.
Nella pratica delle arti marziali ho cercato la conquista di una disciplina irraggiungibile per un occidentale, o forse questo è vero solo per me, ma la perfezione del gesto e dell’intenzione l’ho trovata solo nei film dei quali parlavo poco prima. La via del samurai risulta alla fine un tantino ostica per chi non riesce a svegliarsi ogni mattino al pensiero che quello che sta vivendo sarà l’ultimo giorno della sua vita e regolandosi di conseguenza, preso com’è dalla voglia di un cappuccino con contorno di brioche farcita.
La lentezza che caratterizza l’esecuzione del tai chi, oppure le asana dello yoga, sembra in qualche modo placare la mente che saltella altrove alla ricerca del piacere nel tentativo di sfuggire al dolore, ma la prima sigaretta accesa appena fuori dal dojo ti avvisa con un sonoro colpo di tosse che la pratica alla quale dedichi la maggiore assiduità è quella dell’avvelenarti. Sempre che qualche auto frettolosa non riesca a ucciderti prima.
Anche trovandosi   d’accordo con le affermazioni di quel controverso maestro spirituale che è Gurdjieff, mirabilmente descritto da Ouspensky nei suoi libri, ci si trova a scontrarsi alla fine con l’affermazione che ognuno di noi è costretto a rivivere in eterno la stessa vita, a rinascere nello stesso tempo e a ripercorrere gli stessi giorni di gioia e dolore, senza la speranza della più piccola modifica. Riesce difficile, a volte, sopportare l’incognita del domani, senza doversi perdere nei meandri della speculazione filosofica su un domani che è già ieri. Mille vite affastellate una sull’altra, tutte uguali, in definitiva riesce facile fuggire da questa idea, spostandosi altrove.
La ripetizione del Sutra del loto, tanto cara ai buddisti, sembrava avere una qualche efficacia, bisogna ammetterlo. Ma mantenersi costanti, giorno dopo giorno, nel recitare per una certa quantità di tempo la stessa frase indirizzata all’universo che sembra assistere inconsapevole, rimane difficile. Come scalare i dieci mondi che la disciplina descrive, per arrivare all’illuminazione, quando un mondo solo, quello che ti si svela di fronte, sembra già troppo.
Lungo il Cammino di Santiago, percorso per intero, ho trovato meravigliosi momenti di pace e di serenità che sembravano il preludio alla quiete interiore tanto agognata. Mi sono fermato in silenzio sulla soglia di un sogno, piangendo un passato che sembrava svanire, finalmente, spurgato dalla mia vita un passo dopo l’altro. Un milione di passi. Per scoprire alla fine che, una volta tornato a casa, la routine quotidiana è capace di annullare qualsiasi oasi di silenzio faticosamente conquistata altrove.

Da sempre cerco la realizzazione delle mie ambizioni e la soluzione alle mie speranze.
L’ho sempre cercata altrove.
Ma non l’ho mai cercata qui, dove sono adesso.


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2 Commenti »

  • Katia said:

    Non permettere a nessuno di dirti ciò che puoi o non puoi fare.
    Una grande verità: “Non bisogna andare lontano per cercare le risposte”, sono tutte qui a portata di mano, comprenderlo è un primo passo, crederci è l’inizio di una nuova era…
    Inutile che ti esponga la mia ammirazione… è cosa appurata.

  • Chiara said:

    Non avevo dubbi che saresti arrivato… da te ;)
    Un bacio

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