Tortuga

Luca, detto Tortuga.
Adesso mi rendo conto di non avergli chiesto il significato del suo soprannome, lo farò al prossimo incontro.
Tortuga è un amico da anni, sono contento di iniziare con lui la galleria dei livornesi graffiati.
Lo trovo che sta pulendo la spiaggetta sulla quale tiene la sua barca.
Raccoglie i vetri e me li mostra.
Quando gli chiedo dei suoi graffi della vita alza gli occhi al cielo, raddrizza il rastrello col quale sta pettinando la spiaggia e poi: Andare avanti giorno per giorno, è difficile.
Sull’amore è categorico: Non esiste l’amore eterno, e poi ci sono tanti tipi di amore, per le donne, per le auto, per i soldi…
La sua speranza è: Andare a dormire sereno e risvegliarsi. Stare in salute. Avere qualche soldo in tasca, non molti, anche pochi. Oziare.
Il suo desiderio è cambiare vita: Vivere in altri luoghi, ma sempre di mare.
Perché il mare ti offre tranquillità e di che sostenerti. Ti mostra la vera potenza del mondo, la forza della natura e quanto questa sia tremenda ma dolce.
Sei un filosofo, Tortuga!
Lui, sorride.
La sua barca è ferma da un po’, ma adesso ha un nuovo motore. Un nuovo cuore palpitante col quale prendere il mare.
Lo saluto, e lui riprende la sua opera di pulizia.
Raccoglie i vetri, Tortuga, e questo mi piace.
Perché i vetri graffiano, ma possono essere gettati via.






Anche a me piace Tortuga: in un mondo che vuole tutto, sapere cosa è davvero importante per sé non è poco. E poi Tortuga sa di mare, di barche, di sogni avventurosi…
Passerei ore ed ore a leggerti quando scrivi della “tua” gente
Un bacio