Ricapitolando

| 14 dicembre 2009 | 1.368 Letture | 2 Commenti

E così anche stavolta hai omesso di fare attenzione. Eppure ti era stato detto, non molto tempo fa: la prossima volta, fai attenzione. Sì, certo. Con quanta cura hai riposto enfasi e convinzione nella tua risposta, consapevole e sicuro dell’inopportunità di riprovare certi passaggi. E poi hai chiuso il cuore in un cassetto, perché cessasse di rivelare la sua presenza. Che scherziamo? …mica siamo in un racconto di Edgar Allan Poe.
Ma, Dio, come si può evitare di costruire un ponte verso la speranza, il sogno, quando se ne presenta l’occasione?
E poi stavolta le parole sembravano diverse, e i gesti, e le intenzioni. E tu, pure.
E mentre la notte invecchia chiudi con un sospiro il libro sul Transurfing, pensando che invece di scivolare sereno attraverso la realtà stai cadendo verso un baratro senza fondo. Il buio fuori e il buio dentro.
L’enorme potenziale superfluo che inesorabile si avvia a sfondarti il culo.
Ancora. Ma adesso hai un nome da dargli. Almeno servisse a qualcosa.
Vorresti aprire le finestre ma il vento freddo e gelido che soffia fuori ti dissuade dal farlo. E se non puoi aprire le finestre, che altro ti resta?
Provi ad ascoltare la tua profonda essenza, la tua natura fondamentalmente ottimista che cerca di spiegarti che in fondo non tutto è perduto, che sei ancora capace di allontanarti dal dolore, aprire il cassetto delle parole e terminare l’opera alla quale potrai apporre un felice ringraziamento, dimenticandoti del resto.
Lo farai, e avrà un senso, adesso?
Quanta distanza ti separa dal tuo cuore?
Leggendo che in fondo agli inferi non si sta così male, non puoi trovarti d’accordo: è freddo, l’inferno, invaso dallo stesso vento che preme contro le finestre.
E oggi c’è chi dispone ogni singolo ricordo sui mobili sparsi per casa, per ricordarsi di non dimenticare. E questo è il freddo.
Tu ne hai soltanto uno, di ricordi, una piccola spada senza filo che taglia più di mille fendenti di uno scatenato highlander.
E’ tutto a posto, tutto come doveva essere: porte e finestre chiuse, freddo e buio e vento fuori.
Una notte senza fine.
Fai attenzione.


Commenti (2)

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  1. Katia scrive:

    Ricapitolando era ieri, quindi da lasciare indietro…
    “Nonostante” è oggi, ma io non ascolterei troppo le voci lontane, son pur sempre voci no!
    Scherzi a parte Buon Anno di cuore

    Katia

  2. sonia scrive:

    Dolore e Amore procedono di pari passo..
    Nel Dolore c’è anche tutto l’Amore.
    Aprire il proprio cuore a 360 gradi e nel freddo gelido si riesce a trovare una vena di calore capace anche di fondere l’acciaio di una spada..per un attimo..ma ne vale la pena.
    Buon anno Mario.

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