Categoria: Racconti

Nel Buio

Nel Buio

Quando si alza dalla postazione del computer è ormai notte fonda. Si avvicina alla finestra, la apre. Un vento gelido sembra volerlo spazzare via. Poggia i palmi delle mani sul freddo marmo, guarda verso il basso.
Alle sue spalle, inquadrata nella cornice del monitor ad alta definizione, una ragazzina snella, inguainata in un body da ginnastica strettissimo, inarca la schiena all’indietro, gli occhi fissi sulla telecamera, e sfodera un sorriso carico di una consapevolezza che ancora non dovrebbe possedere.
Lui getta una rapida occhiata alle sue spalle, poi torna a guardare il buio fuori. L’unica precauzione che ha preso, è stata di azzerare l’audio del filmato che, per quanto breve, scorre in una sequenza ripetuta all’infinito.

2 dicembre 2011 | 215 Letture | 0 Commenti Leggi
Verso Santiago – secondo estratto

Verso Santiago – secondo estratto

Quasi alla fine della seconda stesura del mio sudatissimo romanzo, per sentirmi meno solo ho deciso di tirarne fuori un altro pezzetto.
Basta un click su Leggi.

Cioccolata

Cioccolata

Prima che la baciassi lei si mise in bocca uno di quei cioccolatini ripieni di liquore, con la ciliegina. Mentre le spingevo la lingua dentro lei premette la sua contro il palato, il cioccolatino si ruppe spargendo il contenuto e una supernova mi esplose nel cervello.
Tirai fuori la lingua, la baciai lieve sulle labbra guardandola negli occhi. Lei trattenendo un sorriso masticò un paio di volte, frantumando la ciliegina, io le infilai di nuovo la lingua in bocca.
Cercavo ogni singolo pezzetto di cioccolato per premerlo e scioglierlo contro il suo palato, i denti, le gengive. Lei faceva lo stesso con me, e questo andò avanti un pezzo; i movimenti delle lingue accelerarono e si fecero convulsi, come si trattasse di una gara a chi per primo riusciva a fondere l’intero universo nella bocca dell’altro.
Lei mi serrò una mano sulla gola, per farmi intendere che non voleva lasciarmi deglutire. Piccoli frammenti di ciliegia passavano da una bocca all’altra, in una giostra impetuosa.
Un calore intenso si diffuse per tutto il corpo, un’ondata feroce che annullava ogni pensiero. …

Un desiderio

Un desiderio

“Sei uno stupido” disse Milo con voce alterata.
Santi alzò gli occhi arrossati dall’oggetto posato sul tavolo: “Che stai dicendo?”
Milo si avvicinò al tavolo, indicando l’oggetto che Santi guardava intensamente: una lampada ad olio dall’aria antica.
“Questo affare sarà quel che sembra, o no? Strofinala, e dacci un taglio”
Santi si passò la lingua sulle labbra: “…una lampada col genio dentro? Desideri da esaudire? Sembra una fiaba, mica possiamo crederci, che dici?”
“Beh, l’hai trovata sepolta in giardino, sembra molto vecchia, la stai guardando da più di un’ora… che ti costa provare?” Sospirò, poi si diresse verso la porta. “Va bene, ti lascio solo, forse trovi un po’ di coraggio.”
Santi non udì la porta che si chiudeva; si alzò stropicciandosi gli occhi e si avvicinò alla finestra. La sera calava veloce. Quanto tempo era rimasto a guardare quella lampada? Si voltò, deciso: “E’ una sciocchezza! Adesso lucido questa lampada, mi faccio una risata e non ci penso più”. …

14 febbraio 2009 | 816 Letture | 3 Commenti Leggi
La metamorfosi (Kafka remix)

La metamorfosi (Kafka remix)

Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, M. si trovò alla guida della sua automobile. Lanciato sull’autostrada come una saetta in direzione Firenze – Perugia, i capelli (quei pochi) scarmigliati, gli occhi sbavati sul parabrezza, bastava che alzasse un po’ la testa per vedersi riflesso nello specchietto retrovisore, e spaventarsi del proprio aspetto.
“Che cosa mi è capitato?” pensò. Non stava sognando. …

Novanta notti, più nove

Novanta notti, più nove

Una volta un re fece una festa e c’erano le principesse più belle del regno. Ma un soldato che faceva la guardia vide passare la figlia del re. Era la più bella di tutte e se ne innamorò subito. Ma che poteva fare un povero soldato a paragone con la figlia del re! Basta!
Ma, finalmente, un giorno riuscì a incontrarla e le disse che non poteva più vivere senza di lei. E la principessa fu così impressionata del suo forte sentimento che disse al soldato: “Se saprai aspettare cento giorni e cento notti sotto il mio balcone, alla fine, io sarò tua!”
Subito il soldato se ne andò là e aspettò un giorno, due giorni e dieci e poi venti. Ogni sera la principessa controllava dalla finestra ma quello non si muoveva mai. Con la pioggia, con il vento, con la neve era sempre là. Gli uccelli gli cacavano in testa e le api se lo mangiavano vivo ma lui non si muoveva.
Dopo novanta notti era diventato tutto secco, bianco e gli scendevano le lacrime dagli occhi e non poteva trattenerle poiché non aveva più la forza nemmeno per dormire… mentre la principessa sempre lo guardava.
E arrivati alla novantanovesima notte il soldato si alzò, si prese la sedia e se ne andò via. …

Culi infranti

Culi infranti

Amina camminava rasente al muro, la faccia neutra per mascherare un filo di vergogna, un grosso involto tra le braccia. Giunta di fronte al negozio dalle vetrine malamente illuminate, si fermò. Trasse un profondo respiro e poi spinse con decisione la porta. Il campanello a pressione, dopo aver emesso un suono sordo, si sganciò dal [...]

Anime in transito

Anime in transito

Non sembrava che quella mattina avesse qualcosa di speciale. Al risveglio il consueto tedio di una nuova giornata da vivere percorrendo i familiari ormai logori binari di una vita che pareva aver perso qualsiasi importanza. Una vita priva di avventura. Il caffé, quasi antidoto contro la stanchezza che già prendeva il suo posto a tavola, [...]

Dream

Dream

Con la mano libera dalle borse della spesa ho frugato nelle tasche in cerca delle chiavi, poi ho aperto la porta e mi sono fermato interdetto sulla soglia: quella non era casa mia. Metto un punto e vado a capo. Ci stanno delle nuvole al posto del pavimento, vorrei vedere chi avrebbe il coraggio di [...]

30 dicembre 2008 | 275 Letture | 0 Commenti Leggi

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