Livornesi
Ci sono cose che è difficile spiegare, suggestioni ardue da raccontare: il tessuto di esclusive emozioni. In un percorso spirituale, segnato da pensieri del tutto personali, alcune azioni possono prendere per noi un significato preciso e tuttavia faticoso da condividere. Nel nostro personale Cammino possiamo trovarci a percorrere sentieri solo nostri; sentieri battuti in solitudine, nascosti al mondo per una forma di pudore, o difesa.
E certi gesti si mostrano così infantili ai nostri occhi, da rimanere inespressi.
Si può pensare di svelare ad altri i profondi passaggi della nostra anima, quando ci sentiamo protetti dall’intimità di atmosfere particolari: davanti ad un camino acceso, nella penombra di un bicchiere di vino, oppure su una spiaggia deserta, immersi nel vento fresco, anticipo di una burrasca imminente…
Davide, in arte “Zeb”.
Zeb è un vero artista, nel suo campo. Ha imperversato per anni scrivendo sui muri di tutta la città. Battute in vero stile livornese: divertenti, dissacranti, molto spesso esilaranti, mai cattive. Sono certo che anche chi si è trovato con una scritta di Zeb sul muro di casa, o del giardino, o del palazzo, la maggior parte delle volte lo ha perdonato.
Del resto, come si può non sorridere di fronte a questa: Vota Zeb, dovrai ritinge’ il muro ma di sicuro Zeb non te lo butta in culo.…
Stefano lo incontro sulla spiaggia dove abbiamo appena lasciato il Tortuga.
Mi sorride: ci conosciamo da tempo. Insieme abbiamo vissuto un’avventura che non vi racconterò. Quando parla mi guarda poco in faccia e resta piuttosto con lo sguardo fisso sul mare, come per concentrarsi. Questo atteggiamento non mi disturba, anzi: posso osservarlo mentre risponde alle mie domande, prima con la pausa di un sorriso e poi con parole lente e misurate.
Mi spiega che su quella spiaggia lui si sente sempre bene perché la natura che lo circonda, la bellezza della natura, gli ricorda che non è un’opzione lo stare in pace con sé stessi, ma quasi un dovere. …
Pino siede sui gradini del Mercato Centrale.
Lo incontro ogni giorno, quando vado a consumare il rito del caffé al bar di Claudio, sempre alla solita ora, o quasi. Salgo quei quattro gradini che vedete nella foto e lo incrocio: ci sorridiamo, lo saluto, mi saluta. Pino è uno del posto, ormai. Anche io sono uno del posto. Scambiamo quattro ciance, e di tanto in tanto gli offro un “mezzo di bianco”.
Pino è originario di Sorso, in provincia di Sassari, naturalizzato livornese.
Ebbene, Pino è stato due volte campione italiano di Ju Jitzu, categoria 45 chili. Era in dirittura d’arrivo per le Olimpiadi di Seoul, ma l’errore della sua vita lo aspettava dietro l’angolo. …




