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	<title>Graffi(a)ti &#187; Featured</title>
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		<title>Claudio Forti &#8211; Sarka</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 12:02:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sarka è la storia di un amore che sboccia nel variegato metamondo di internet per arrivare poi a invadere il mondo reale, e  come tutti gli scritti nati da una felice intuizione offre una rosa di possibili chiavi di lettura, dalle quali è inevitabile trarre spunti di riflessione.
Quindi ci sarà chi, tenacemente ancorato alla solida realtà della routine quotidiana, potrà trovare conferma del potenziale pericolo insito nel frequentare i cosiddetti mondi virtuali – in questo caso Second Life, luogo da cui il romanzo prende avvio, pericolo sbandierato e sottolineato da sagaci opinionisti spesso privi della necessaria e diretta esperienza personale.
Altri si riconosceranno nella condizione emotiva di Marco, il protagonista della vicenda: un uomo sulla soglia dei cinquant’anni, ormai abbandonato dai propri sogni, angosciato dallo scorrere inesorabile del tempo, abituato a tenere il conto degli anni in maniera arzigogolata e simpatica, ma in qualche modo alienante.
E in molti, come il sottoscritto, vedranno concretizzarsi  la dimostrazione di una verità indiscutibile, ignorata dai sagaci opinionisti: non ci si può nascondere dietro un Avatar. ...</p>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table border="0" cellpadding="1" cellspacing="1">
<tbody>
<tr>
<td bgcolor="#eef0ef"><img align="middle" alt="" src="http://www.graffiati.it/wp-content/uploads/sarka.jpg" /></td>
<td bgcolor="#eef0ef" valign="center" width="170"><strong><span class="product_text">Titolo: </span></strong><span class="product_text">Sarka <br />
				<strong>Autore: </strong><a href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-autore_forti+claudio-claudio_forti.htm" target="_blank">Forti Claudio</a> <br />
				<strong>Editore: </strong><a href="http://www.libreriauniversitaria.it/libri-editore_Di+Renzo+Editore-di_renzo_editore.htm" target="_blank">Di Renzo Editore</a> <strong>Collana:</strong> Narrativa <br />
				<strong>Data di Pubblicazione:</strong> 2008 <strong>ISBN: </strong>888323197X <br />
				<strong>ISBN-13: </strong>9788883231971 <strong>Pagine: </strong>184 <br />
				Reparto: Narrativa italiana </span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify"><span style="font-size: small"><span style="font-family: verdana">Sarka &egrave; la storia di un amore che sboccia nel variegato metamondo di internet per arrivare poi a invadere il mondo reale, e come tutti gli scritti nati da una felice intuizione offre una rosa di possibili chiavi di lettura, dalle quali &egrave; inevitabile trarre spunti di riflessione. Quindi ci sar&agrave; chi, tenacemente ancorato alla solida realt&agrave; della routine quotidiana, potr&agrave; trovare conferma del potenziale pericolo insito nel frequentare i cosiddetti mondi virtuali &#8211; in questo caso Second Life, luogo da cui il romanzo prende avvio, pericolo sbandierato e sottolineato da sagaci opinionisti spesso privi della necessaria e diretta esperienza personale. Altri si riconosceranno nella condizione emotiva di Marco, il protagonista della vicenda: un uomo sulla soglia dei cinquant&rsquo;anni, ormai abbandonato dai propri sogni, angosciato dallo scorrere inesorabile del tempo, abituato a tenere il conto degli anni in maniera arzigogolata e simpatica, ma in qualche modo alienante. E in molti, come il sottoscritto, vedranno concretizzarsi la dimostrazione di una verit&agrave; indiscutibile, ignorata dai sagaci opinionisti: non ci si pu&ograve; nascondere dietro un Avatar. Non &eacute; indispensabile visitare Second Life, l&rsquo;universo parallelo per eccellenza: basta l&rsquo;esperienza di una semplice chat per capire molto presto che un doppio virtuale, o anche un semplice nickname, eludendo il presunto scopo di esistere per nascondere la persona reale agli occhi del mondo, favorisce al contrario la possibilit&agrave; di esprimere i sentimenti pi&ugrave; profondi dell&rsquo;essere umano, quali la rabbia, la tristezza e la solitudine, l&rsquo;aspirazione o il sogno di vivere un amore nuovo e totale. In questo caso gioca un ruolo fondamentale l&rsquo;assenza del corpo reale, che pu&ograve; attrarre o respingere, condizionando gi&agrave; dal primo incontro l&rsquo;approccio alla persona. Abbandonando la quotidiana preoccupazione del <em>come appariamo</em> agli occhi degli altri, possiamo serenamente lasciare spazio in prima istanza alla parola, e molto spesso questa diviene espressione naturale e veritiera di un&rsquo;anima che a quel punto pu&ograve; facilmente mostrarsi priva di difese o paraventi, dalla quale &egrave; semplice lasciarsi conquistare. Come viene ben espresso in una frase del romanzo: &ldquo;Si pu&ograve; perdere la testa per un paio di gambe, ma di un&rsquo;anima ci si innamora&rdquo;. Second Life appare fin da subito un posto meraviglioso, dove si nasce gi&agrave; adulti ma caratterizzati dall&rsquo;ingenuit&agrave; dei bambini. Ci sono paesaggi incantevoli, spiagge bianchissime a cornice di un mare stupendo, la musica sembra nascere e diffondersi dal cielo di un blu incontaminato. Qui si pu&ograve; fare tutto ci&ograve; che nel mondo reale &egrave; impossibile: schivare la vecchiaia e le malattie, alzarsi leggeri da terra e volare. Parafrasando Pangloss, si potrebbe ben dichiarare di trovarsi nel migliore dei mondi possibili. Ma anche qui ci sono lezioni da imparare: il primo tentativo di volo libero sul mare in apparenza sconfinato termina bruscamente contro una barriera invisibile. Il mare e il cielo, per un Avatar di Second Life, non sono infiniti. E si &egrave; soggetti ai capricci del creatore, che dall&rsquo;alto di una pi&ugrave; ampia volont&agrave; guida a proprio piacere i gesti e le intenzioni della sua creatura. Per poi alla fine, quando &egrave; stanco, richiamarla a s&eacute;, annullandola nel vuoto cosmico di un computer spento. Nella tradizione induista la parola Avatar ha il significato di incarnazione, o assunzione di un corpo fisico da parte di un dio, e ancora di pi&ugrave; questo concetto assume un senso nell&rsquo;universo virtuale con il quale Jozeph, alter-ego di Marco, si trova a fare i conti. Se i personaggi che abitano Second Life avessero facolt&agrave; di pensiero, come lo sviluppo della storia in modo suggestivo suggerisce, non potrebbero che prendere atto di avere la stessa identit&agrave; del loro creatore. Pulsare delle stesse emozioni, innamorarsi della stessa donna. Con in pi&ugrave; il vantaggio di poter stringere tra le braccia e baciare l&rsquo;oggetto del desiderio, scatenando in questo modo l&rsquo;invidia dello stesso creatore &#8211; che pi&ugrave; di un mouse non pu&ograve; stringere &#8211; e realizzando in concreto la famosa frase che dall&rsquo;antica Grecia di Erodoto torna spesso a visitarci in film e romanzi famosi: <em>Gli dei invidiano gli uomini.</em> Un dio pu&ograve; invidiare la propria creatura quando questa &egrave; felice e fortunata, fino al punto di decidere che &egrave; opportuno sostituirsi ad essa. E Sarka, la protagonista femminile del romanzo, possiede un&rsquo;anima cos&igrave; profonda e gentile da indurre Marco a rischiare ogni cosa e scendere a qualsiasi compromesso pur di riuscire a svelare la reale identit&agrave; della persona che si nasconde dietro la maschera virtuale, spingendolo a compiere un viaggio che cambier&agrave; per sempre il suo modo di vedere il mondo. E&rsquo; il risveglio del desiderio di rivivere la magia dei sogni persi nel corso degli anni, che rende Sarka una lettura tanto piacevole, e il susseguirsi dei frequenti colpi di scena, sino al magistrale <em>coup de th&eacute;atre</em> conclusivo, ci porta infine a domandarci quanto noi, esseri che si considerano entit&agrave; concrete ma in fondo provvisori in questo grande gioco della vita, saremmo disposti a rischiare per scoprire il confine tra la realt&agrave; e il sogno, prima che il Creatore ci richiami a s&eacute;.</span></span><span style="font-size: x-small"><span style="font-family: verdana"> </span></span></p>
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